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Togo Aids

Aids, farmaci e microimprenditorialità

Togo

13 Feb 2018

L’Aids si combatte con le medicine, ma non solo. Curare è solo una parte della lotta. I malati possono e devono essere restituiti alla società. Per questo motivo, il Centre Esperance Loyola, centro dei gesuiti di Lomé (Togo), oltre ad assisterli, ha deciso di varare un progetto di microimprenditorialità per reinserire nella vita sociale ed economica una trentina di donne.

Questo progetto, sostenuto dal Magis con 7.500 euro raccolti attraverso i Sostegni a distanza, è stato lanciato nel 2017 e si è sviluppato attraverso alcune tappe. Per prima cosa, i responsabili del centro hanno ascoltato le donne beneficiarie chiedendo loro di spiegare la loro situazione economica e sociale. Questi colloqui individuali sono serviti per selezionare una trentina di donne che vivono in condizioni particolarmente vulnerabili.

Ciascuna di queste donne ha poi suggerito un’idea di microimprenditorialità nel settori dell’artigianato e del commercio. Queste idee sono state raccolte e sono poi state trasformate in microprogetti che hanno tenuto conto anche delle condizioni di recupero fisico delle beneficiarie.

Ma elaborare un progetto non basta. Le donne vanno formate, in modo tale che possano sfruttare al meglio le risorse messe loro a disposizione. È così che sono nati corsi di due giorni nei quali sono stato loro insegnate le tecniche di vendita, approvvigionamento, relazione con i clienti, rapporto con la concorrenza, ecc.

A metà dicembre, ciascuna donna ha poi ricevuto 150 euro (100mila franci Cfa) che le è servito come fondo per avviare, a partire da gennaio, l’attività.

«I beneficiari hanno anche ricevuto un kit con riso, mais, fagioli, spaghetti, olio, sardine, zucchero, borse e medicine – spiegano i gesuiti togolesi -. Questa azione umanitaria consente loro di non utilizzare fondi di microcredito per le loro esigenze nutrizionali. I farmaci inoltre rafforzano il loro stato di salute dei beneficiari. Il progetto è appena iniziato. Lo seguiremo con attenzione e ne valuteremo punti di forza e di debolezza per riuscire a sostenere queste donne nel loro reinserimento nella vita sociale ed economica del Paese».

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