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macchina per cucire

Le donne di Maban si cuciono il futuro

Sud Sudan

13 Set 2017

Ago e filo per cucire un futuro migliore. Per 24 donne di Maban (Sud Sudan), il corso di taglio-e-cucito è il segno di una voglia di riscatto. Di uscire dal triste, ripetitivo e disumanizzante tran-tran dei campi profughi.

L’iniziativa è stata lanciata alla fine del 2016. A un gruppo di ragazze è stato proposto di frequentare un corso di sartoria gestito dalla locale parrocchia di San Marco. Il programma prevedeva lezioni teoriche e 340 ore di training sul campo. Per far pratica, le giovani sarte hanno prodotto le uniformi scolastiche delle due scuole per infermiere attive nella parrocchia.

Dopo dieci mesi di corso, questa estate le ragazze hanno ricevuto il diploma di sartoria. Alcune di esse formeranno una cooperativa che si occuperà della produzione delle divise delle scuole parrocchiali. «Per Maban – ha detto un leader locale – è un punto di orgoglio vedere che queste ragazze hanno imparato un mestiere e sono pronte a mettersi in gioco per aiutare la nostra comunità. Chiediamo quindi che le Ong che lavorano sul campo di aiutino a creare occasioni simili per far crescere umanamente e professionalmente la nostra gente».

In questo contesto lavora anche il Magis che, in collaborazione con il Jesuit Refugee Service, ha lanciato un progetto educativo (corsi di inglese e di informatica) e di sostegno pastorale e psicosociale per la popolazione di profughi. Un’iniziativa che si affianca e si completa con quella del corso per sarti.

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