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Kenya. Diritto al cibo e metodi di sussistenza a Isiolo, Garissa, Kissi e Kakamega

Contesto
Il progetto si sviluppa in quattro contee: Isiolo, Garissa, Kisii e Kakamega.
Isiolo – La popolazione è stimata in 143.294 persone, prevalentemente musulmani, con una piccola minoranza cristiana. Lo stile di vita predominante è la pastorizia, ma anche l’agricoltura è praticata, seppur su piccola scala. Il livello di povertà si attesta al 72,4% della popolazione. I due problemi maggiori di questa zona siano il terrorismo (soprattutto di matrice etnica) e la scarsità di piogge.
Garissa – La contea ha una popolazione di 600mila persone. Il 49,2% della popolazione vive sotto il livello di povertà. Vi è una disoccupazione altissima, soprattutto tra i giovani. I gruppi di estremisti religiosi trovano tra di loro terreno fertile per raccogliere adepti.
Kisii – La popolazione è di 2.205.669 persone. La maggioranza è cristiana, in particolare cattolici e avventisti del settimo giorno. L’economia della contea è sostanzialmente agricola grazie a una distribuzione di precipitazioni che permette colture su tutto l’anno. Alla fertilità del terreno e all’abbondanza delle piogge, si contrappongono appezzamenti molto piccoli per le famiglie, scarsa accessibilità al mercato nazionale e una grande quantità di perdita post-raccolto, dovuto a tecniche di stoccaggio non adatte all’umidità della zona. La povertà è pari al 60,3%.
Kakamega – La contea ha una popolazione di 1.789.989 persone, a maggioranza cristiana. L’economia è di tipo agricolo. Come Kisii, anche Kakamega gode di buone condizioni idroclimatiche, ma a dispetto di ciò ha un tasso di povertà del 53,4%.

Obiettivo
Promuovere il diritto al cibo e l’equilibrio ambientale attraverso azioni comunitarie che riducano le cause di carestia e di povertà estrema, contribuendo, così, alla realizzazione dei primi due Obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Le attività
Giustizia sociale – Il Jesuit Hakimani Center organizzerà corsi di giustizia sociale ai quali parteciperanno quaranta persone selezionate tra le associazioni operanti sul luogo, in particolare quelle afferenti alle parrocchie e agli istituti religiosi, contattando i leaders delle società civili e gli amministratori locali. Queste persone saranno il cardine sul quale si costruirà un sistema resiliente contro l’insicurezza alimentare. Il gruppo aiuterà le singole comunità e le famiglie della loro area a sviluppare politiche di maggiore tutela di acqua e cibo.
Leader religiosi – I leader religiosi di ogni tradizione hanno un’influenza e un’autorevolezza significativa sulla popolazione dei villaggi. Il loro coinvolgimento è fondamentale per l’implementazione del progetto, per il conseguimento degli obiettivi e per l’autonomia futura della popolazione. A tal fine, 30 leader religiosi, cristiani e musulmani, si incontreranno per tre giorni per essere informati e formati sulle finalità del progetto.
Impianti e coltivazioni – Individuati i luoghi e le comunità interessate, verrà dato inizio alla promozione e alla sperimentazione delle nuove pratiche di produzione, conservazione e consumazione del cibo che meglio si adattano alle zone rurali e aride nel nord del Paese. In particolare: migliorare la produzione del cibo attraverso l’installazione di serre; migliorare la conservazione dei raccolti attraverso la costruzione di granai familiari per i cereali; ottimizzare la cottura dei cibi tramite l’introduzione di cucine a basso consumo di legna (stufe) e forni solari. L’efficacia di queste tecnologie verrà studiata e valutata nella loro efficacia e appropriatezza, in modo da poter rilanciare in futuro interventi progettuali più mirati.
Formazione – 28 giovani provenienti dalle diverse contee saranno formati sulle caratteristiche delle tecnologie sperimentate e avviati ad attività atte a sfruttare le potenzialità di quelle che meglio si adattano al contesto culturale e ambientale.

I beneficiari
I beneficiari diretti raggiunti dal progetto saranno 21.920, tra persone formate, sensibilizzate, partecipanti agli incontri con gli enti pubblici locali e nazionali.

I partner
Il progetto sarà finanziato dalla Conferenza episcopale italiana e dal Magis. Essi collaboreranno con il Jesuit Hakimani Centre, Istituto di ricerca, formazione e azione sociale della Provincia dell’Africa Orientale della Compagnia di Gesù al quale si aggiungeranno associazioni e istituzioni che verranno coinvolte, con un ruolo specifico, in singole attività.
La Chiesa locale interverrà sia a livello centrale sia a livello periferico fornendo la rete di contatto e collegamento con la popolazione e le organizzazioni locali.

 

Informazioni

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intestato a MAGIS
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