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Burkina Faso. Far crescere radio «Notre Dame du Sahel»

Contesto
Negli ultimi anni, il Burkina Faso ha vissuto forti sconvolgimenti. Il 31 ottobre 2014, dopo un’ampia sollevazione popolare contro una modifica costituzionale che gli avrebbe permesso un ulteriore rinnovo del mandato presidenziale, Blaise Compaoré, presidente dal 1987, si è dimesso e ha lasciato il potere. Per il Paese sembrava si fosse aperta una nuova stagione all’insegna della democrazia. L’anno successivo però un nuovo colpo di Stato ha scosso la nazione. Solo una sollevazione popolare è riuscita a cacciare i golpisti e a restaurare l’ordine democratico.
In questo contesto, il Burkina Faso, nel quale da sempre convivono pacificamente fedi ed etnie diverse, non solo è stato colpito da numerosi attentati di matrice islamica, ma sta subendo anche la predicazione di imam fondamentalisti che rischiano di frantumare equilibri sociali creatisi negli anni.

Partner locale
La radio «Notre Dame du Sahel» appartiene alla diocesi di Ouahigouya ed è nata nel 1997. La sua missione è promuovere la formazione integrale umana alla luce del Vangelo. In quest’ottica la radio vuole essere uno strumento di informazione e di formazione sui temi della salute, della pace, della fede, del dialogo interreligioso, dei diritti dell’uomo, dell’ambiente.

Obiettivo
La radio è bene organizzata. In essa lavorano 15 persone: nove a tempo pieno e sei a tempo parziale. Attualmente il segnale non riesce però a coprire tutta la diocesi, ma solo sei su 12 parrocchie. Per questo motivo, il Centro di comunicazione diocesano ha chiesto aiuto alla Provincia gesuitica dell’Africa occidentale per espandere la sua diffusione fino al Mali in modo da raggiungere anche le popolazioni al di là del confine.

Progetto
Il progetto, sostenuto anche dalla Fondazione Magis, prevede il rinnovo delle apparecchiature radio che sono superate, tanto che si sono ridotte le aree di copertura. Per fornire un flusso di energia elettrica continua, è poi previsto che vengano installati pannelli solari. Le migliorie tecniche però non bastano. Il progetto prevede così anche sessioni di formazione via radio e percorsi di animazione sul terreno. In prospettiva, il Centro diocesano di comunicazione vuole anche affiancare alla radio altri media per rendere più efficace il messaggio diffuso: bollettini stampati, social network, audiovisivi.

Come aiutarci
Vuoi contribuire anche tu? Per scoprire come puoi farlo, clicca qui (e non scordarti di mettere la causale «Radio in Burkina Faso»).

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