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Cop23, gesuiti e l’impegno del Magis per l’ambiente

Italia

15 Nov 2017

Come impegnarsi per dar vita a una solidarietà nuova e universale per la difesa dell’ ambiente? Come operare per costruire una nuova senbilità sui temi ecologici e sulle loro ricadute sulla società? Da anni, il Magis è impegnato, attraverso molti progetti, in un’azione di riconciliazione tra l’ambiente e le persone. Un’azione capillare che si inserisce nell’impegno della Compagnia di Gesù in questo settore ed è volta anche a sostenere gli impegni dell’accordo di Parigi di cui si sta parlando in questi giorni nella riunione della Cop23 a Bonn, in Germania.

La Cop 23 è la Conferenza sul clima in cui i negoziatori di 195 Paesi più l’Unione europea sono chiamati a fare passi avanti nella riduzione delle emissioni di gas serra. Dopo l’Accordo di Parigi, approvato nel 2015 ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, i leader globali sono chiamati a cercare di colmare il divario tra gli obiettivi fissati dall’accordo e i contributi nazionali volontari. Finora, c’è una differenza di almeno 1 °C tra i due trend. Se non verrà aumentata l’ambizione, i piani di riduzione delle emissioni presentati dai governi porteranno a un aumento delle temperature tra 2,7 e 3 °C entro fine secolo (rispetto ai livelli preindustriali), contro una soglia concordata che dovrebbe assestarsi ben al di sotto dei +2 °C, meglio se +1,5 °C.
Per questo serve un negoziato che crei per implementare realmente l’Accordo di Parigi. Sarà dunque una conferenza piuttosto tecnica.

In questo contesto, l’impegno del Magis parte dall’educazione di più piccoli. Il Magis ha attivato un progetto di educazione allo sviluppo per sensibilizzare i ragazzi ai temi del cambiamento climatico, delle conseguenze che questo ha sulle economie e sulle popolazioni locali. L’iniziativa è stata rivolta in primo luogo all’Istituto Massimo di Roma, ma gli operatori della fondazione sono disponibili a estendere il progetto anche ad altre scuole private e pubbliche dalle elementari alle superiori, agli oratori, ai gruppi giovanili, ecc.

Il Magis è impegnato anche direttamente in molti Paesi del Sud del mondo con progetti di tutela dell’ambiente. Nel Guera (Ciad), per esempio, ha creato due vivai per preservare la biodiversità locale. Nelle serre vengono coltivate specie autoctone che sono poi piantate in varie zone della regione creando opportunità lavorative per le comunità e prevenendo la desertificazione.

Sempre nel Ciad, il Magis sostiene un progetto per scavare pozzi e dar vita a orti che verranno poi gestiti da cooperative di donne. Il progetto ha ricadute importanti sulle comunità perché, oltre a introdurre nuove tecniche di coltura e a diversificare la dieta delle famiglie grazie a nuovi ortaggi, aiuta le donne e gli uomini a collaborare nella gestione delle risorse comuni. Un passo importante per affermare processi di gestione democratica delle cose comuni.

In Kenya si sta lavorando per promuovere il diritto al cibo e l’equilibrio ambientale attraverso azioni comunitarie che riducano le cause di carestia e di povertà estrema. Insieme al Jesuit Hakimani Center si sta dando inizio alla promozione e alla sperimentazione delle nuove pratiche di produzione, conservazione e consumo di cibo che meglio si adatta alle zone rurali e aride nel nord del Paese. In particolare, si sta cercando di migliorare la produzione del cibo attraverso l’installazione di serre; di migliorare la conservazione dei raccolti, attraverso la costruzione di granai familiari per i cereali; di ottimizzare la cottura dei cibi tramite l’introduzione di cucine a basso consumo di legna (stufe) e forni solari. L’efficacia di queste tecnologie verrà studiata e valutata nella loro efficacia e appropriatezza, in modo da poter rilanciare in futuro interventi progettuali più mirati. In questo contesto, 28 giovani provenienti dalle diverse contee saranno formati sulle caratteristiche delle tecnologie sperimentate e avviati ad attività atte a sfruttare le potenzialità di quelle che meglio si adattano al contesto culturale e ambientale.

Infine il Magis fa parte del Justice in Mining Network, una rete ignaziana di advocacy che lavora per affermare un’attività estrattiva che sia sostenibile dal punto di vista ambientale e che garantisca condizioni eque di lavoro per i minatori. Temi particolarmente sensibili in molti Paesi del Sud del mondo.

Quella del Magis è quindi un’azione complessa che ha nella difesa dell’ambiente uno dei pilastri fondamentali del suo programma. Proprio nella convinzione che la salvaguardia del creato sia un presupposto fondamentale per affermare una maggiore giustizia sociale.

 

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