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A trent’anni dalla morte, è vivo il sogno di Sankara

Burkina Faso

10 Ott 2017

Domenica 15 ottobre ricorrerà il trentesimo anniversario della morte di Thomas Sankara. Il giovane presidente del Burkina Faso fu ucciso in un golpe militare guidato dal suo successore Blaise Compaoré (probabilmente sostenuto dalla Francia, ex potenza coloniale). Con la sua morte svanì un sogno. Sankara, giovane militare di carriera, governò con uno stile sobrio (si recava al lavoro in bicicletta e viveva in modo frugale) e denunciò le vessazioni del neocolonialismo. In particolare, si schierò contro la mannaia del debito estero che gravava sui giovani Paesi africani. Cambiò il nome di Alto Volta in Burkina Faso, divenendone il primo presidente, e si impegnò per eliminare la povertà attraverso il taglio degli sprechi statali e la soppressione dei privilegi delle classi agiate. Finanziò un ampio sistema di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per l’estremamente povera popolazione, oltre a un’importante lotta alla desertificazione con la piantumazione di milioni di alberi nel Sahel. Non tutte le sue politiche furono bene accolte dal Paese. Ad attirare le critiche di una parte della popolazione furono i suoi tentativi molto drastici di superare il sistema sociale basato su antiche tradizioni. Ma sul suo destino gravò soprattutto il suo rifiuto di pagare il debito pubblico di epoca coloniale, insieme al tentativo di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate. Ciò attirò le antipatie di Stati Uniti d’America, Francia e Inghilterra, oltre che di numerosi paesi circostanti. Questo sfociò nel colpo di Stato del 15 ottobre 1987, in cui all’età di 38 anni il giovane capitano fu assassinato.

Il governo di Compaoré ha cercato per tutti i suoi 27 anni di durata di offuscare la sua figura e di reprimere le formazioni che più apertamente si rifacevano a Sankara. La caduta di Compaoré ha però riportato in auge la figura del giovane capitano. Ora il suo Paese dedicherà addirittura un mausoleo a Thomas Sankara. Lunedì 3 ottobre, in una manifestazione pubblica che si è tenuta a Ouagadougou, la capitale burkinabè, è stata lanciata una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari alla costruzione dell’opera. All’iniziativa erano presenti l’ex presidente ghanese Jerry Rawlings, il presidente burkinabé, Roch Marc Christian Kaboré, molti membri del governo, delegazioni provenienti da Benin, Niger, Mali, Congo, Costa d’Avorio e diversi artisti.

L’eredità di Sankara, più che in un mausoleo, è nella volontà dei giovani burkinabé di partecipare alle trasformazioni politiche del loro Paese. A dimostrarlo sono le due rivolte che hanno portato prima alla caduta di Blaise Compaoré e poi al fallimento delle restaurazione della vecchia classe politica. Proprio a questi giovani fa riferimento il progetto lanciato dal Magis per contribuire a migliorare la formazione integrale dei giovani e, in particolare, rafforzare le competenze civiche, scolari e socio-professionali dei giovani del Cercle, il centro sociale dei gesuiti a Ouagadougou. Attraverso questo progetto si intende formare un gruppo di giovani leader particolarmente interessati alle dinamiche socio-politiche e, attraverso essi, organizzare corsi di formazione, conferenze, workshop, forum su tematiche sociali, economiche e politiche a livello nazionale e internazionale (grazie alla presenza di esperti), ma anche corsi di formazione e management utili alla formazione professionale.

Vuoi contribuire anche tu? Per scoprire come puoi farlo, clicca qui (e non scordarti di mettere la causale «Formazione socio-politica, Burkina Faso»).

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