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Le vedove mettono d’accordo buddhisti e cristiani

Sri Lanka

11 Set 2017

Il progetto di sostegno delle vedove del distretto di Galle (Sri Lanka) ha messo tutti d’accordo: funzionari pubblici, religiosi buddhisti e cattolici. La validità sociale ed economica dell’iniziativa, attiva ormai da otto anni, ha frantumato i pregiudizi e ha avviato una collaborazione che, all’inizio, non era così scontata.

In Sri Lanka, dopo la morte del marito, le madri-vedove vivono in condizioni precarie. Emarginate, con difficoltà a trovare un’occupazione, riescono a stento a provvedere ai bisogni essenziali della famiglia. Per questo motivo, i gesuiti locali hanno lanciato un progetto per aiutare le vedove. L’iniziativa prevede incontri di formazione (su temi che vanno dalla ripresa spirituale alle tecniche di microimprenditoria, dall’elaborazione del lutto alla leadership di gruppo), ma anche l’erogazione di un sussidio per permettere alla donna di dar vita ad attività generatrici di reddito.

In un’isola devastata da un lungo e aspro conflitto etnico, le comunità locali sono sensibilissime ai temi delle possibili conversioni e delle influenze di fedi diverse nella vita quotidiana. Il rischio era che un progetto che, come quello delle vedove è portato avanti da religiosi cattolici, potesse essere visto come un tentativo di proselitismo. Invece è diventato un punto di incontro tra fedi diverse. I gesuiti locali, infatti, hanno operato in modo attento e rispettoso di tutte le diverse sensibilità. «Fin dall’inizio – spiegano i gesuiti locali -, abbiamo contattato i leader civili, governativi e religiosi dell’area, che è a maggioranza buddhista, per informarli su ogni aspetto del progetto. Con il tempo, abbiamo avuto l’accortezza di aggiornare costantemente le autorità civili e religiose. Il clima in cui viviamo è quindi sufficientemente sereno e abbiamo evitato le possibili accuse di proselitismo».

Non tutte le difficoltà sono state superate. «La pacifica convivenza interreligiosa non è scontata – osservano i gesuiti –. Alcuni membri dell’amministrazione locali non si sono mostrati molto amichevoli. Va detto, però, che pur provando una sostanziale diffidenza nei nostri confronti, non hanno mai ostacolato il nostro lavoro».

Nato nel 2009, questo progetto è stato rinnovato nel 2013 e nel 2016. Grazie alla collaborazione con il Magis, il Jesuit Social Centre di Galle (che si trova a sud dello Sri Lanka) è riuscito a raggiungere decine di vedove e ad aiutarle a riprendere in mano la vita dopo il lutto. Ormai gli operatori hanno maturato una grande esperienza e conoscono bene le problematiche delle donne. Quindi hanno calibrato bene i programmi formativi affinché fossero utili alle esigenze delle beneficiarie in un’ottica di autostentamento. «Le vedove – concludono i gesuiti – vedono con grande favore questo sostegno. Per loro e per i loro figli (che grazie al progetto possono frequentare la scuola), è un’occasione di riscatto. Una rinascita».

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