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Due vivai per salvare le piante del Guera

Ciad

08 Ago 2017

Deforestazione e cambiamento climatico stanno mettendo a serio rischio foreste, savane, paludi distruggendo la ricca biodiversità mondiale. A lanciare l’allarme è un rapporto pubblicato alcuni mesi fa dai prestigiosi Giardini Botanici Reali di Kew, a Londra, intitolato «Lo Stato delle Piante nel Mondo».

Secondo il rapporto, più del 10% della superficie terrestre ricoperta da vegetazione è estremamente sensibile alle variazioni di temperatura. Per questa ragione, entro la metà del secolo in corso sono previste estinzioni su larga scala a causa del cambiamento climatico. A ciò si aggiunge la minaccia della conversione di terre per l’agricoltura e l’allevamento di bestiame.

I ricercatori hanno scoperto che circa il 21% delle specie vegetali mondiali sono attualmente a rischio di estinzione. Molte di più di quelle inserite nella «lista rossa» dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, che si occupa di monitorare lo stato di conservazione di piante e animali in tutto il mondo.

In questo contesto, nel Guera (Ciad) i gesuiti, sostenuti anche dal Magis,  hanno creato due giardini botanici per salvare le specie in pericolo. Il progetto è partito nel 2014 su un terreno di due ettari a Moundjino nel quale sono stati scavati due pozzi. Si è poi proceduto a recuperare nella boscaglia alcuni alberi di specie a rischio e li si è trapiantati nel vivaio. Qui si è iniziato a studiare queste specie per conoscerne il ciclo vitale e capire come sia possibile riprodurli in vivaio e poi diffondere le piante. Ogni pianta è stata classificata ha una targhetta di riconoscimento in francese, arabo e nelle lingue locali. Questo permetterà di riconoscere più rapidamente l’essenza e sarà più facile per studiare le condizioni di reimpianto.

Il progetto, però, ha anche un intento formativo. Per questo motivo, è stato creato un secondo sito a Oyo accanto a una scuola di istruzione primaria. Qui, mediante l’affiancamento degli insegnamenti teorici a un’attività pratica nel vivaio, i giovani possono imparare direttamente e sul campo le diverse tecniche arboree. Saranno poi loro a tornare nei villaggi e a insegnare le tecniche ai ragazzi affinché si possano creare in ogni scuola. Lo stesso avviene con gruppi 30 di donne che possiedono giardini nei loro villaggi nei quali possono essere facilmente piantato alberi. Questi corsi, che durano tre giorni, comprendono lo studio dettagliato di ogni specie commestibile; le tecniche di compost e irrigazione a goccia; la piantumazione e l’organizzazione di un vivaio.

Vuoi sostenere il progetto? Clicca qui.

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