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Siccità in Kenya

Siccità, servono ancora aiuti

Kenya

02 Ago 2017

La siccità sta dando un duro colpo all’economia keniana. Secondo la Banca mondiale, la crescita del Pil si attesterà sul 5,5%. Una percentuale di tutto riguardo, ma inferiore a quel 6% previsto in passato. La mancanza di piogge e la carestia in alcuni distretti insieme all’aumento dei prezzi del petrolio hanno inciso profondamente sullo sviluppo. «Il Kenya – ha detto Diarietou Gaye, responsabile per il Kenya della Banca mondiale – sta navigando con venti contrari che possono ulteriormente frenare la crescita nel 2017».

Un’impressione che diventa tragica realtà nei villaggi keniani. I raccolti sono scarsi. Le mandrie sono state decimate. Sulle bancherelle dei mercati mancano i prodotti di prima necessità. La malnutrizione e le malattie a essa collegate si stanno diffondendo a macchia d’olio. In vista delle elezioni che si terranno il prossimo fine settimana, i politici hanno sfruttato la siccità per farsi propaganda invitando pastori e contadini a invadere le grandi tenute di imprenditori bianchi e africani. Con il rischio che i rapporti razziali si inaspriscano e scoppino incidenti.

Secondo i recenti dati della Croce Rossa, già oggi, almeno tre milioni di keniani hanno bisogno di un aiuto umanitario. Ma il governo afferma che siano almeno quattro milioni.

In questo contesto di emergenza, i gesuiti della Provincia dell’Africa orientale si sono mobilitati per portare aiuti (cibo, acqua e medicinali) alle popolazioni colpite dalla siccità. Un’iniziativa che è sostenuta dal Magis, ma che ha bisogno di aiuto. Dona ora!

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