MAGIS
rete delle missioni sostenute dalla Compagnia di Gesù
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In Madagascar, i gesuiti hanno lanciato un nuovo progetto per il contenimento dell’epidemia di Hiv-Aids. Si tratta di un’iniziativa rivolta soprattutto alle persone più vulnerabili della popolazione. Quelle più trascurate dalle autorità pubbliche e con maggiore difficoltà ad accedere alle cure. Un impegno che torna a essere prioritario, dopo mesi in cui di Aids si parlava sempre meno in Africa. Dal 2013, l’attenzione delle organizzazioni internazionali che operano in in campo sanitario e dei media si sono concentrate infatti principalmente sull’emergenza ebola. E così, in questi due anni si è parlato sempre meno dell’Aids, quasi non costituisse più una priorità. In realtà, l’Aids è un nemico silenzioso che continua a colpire duramente il continente. A confermarlo sono le statistiche fornite da Unaids (l’agenzia Onu che si occupa della pandemia). A livello mondiale, all’inizio del 2015 (ultimi dati disponibili), 37 milioni di persone vivevano con il virus. La maggior parte di esse, 25,8 milioni di persone, il 70% del totale, vivevano in Africa. La dinamica dell’epidemia è inoltre in crescita malati considerato che nel 2014 si sono registrate 1,4 milioni nuove infezioni. In questo contesto, la Compagnia di Gesù ha deciso di intervenire per offrire un contributo al contenimento del virus. Dal 2002 in Africa opera Ajan (African Jesuit Aids Network) che lavora, in collaborazione con altre organizzazioni dei gesuiti, per diffondere best practices e favorire l’adozione di programmi per ridurre il rischio di contagio e per sostenere le persone malate. Tra questi progetti, va annoverato quello del Centro Sociale Arrupe in Madagascar. Questo centro, nato per diffondere misure di prevenzione dell’Hiv e rendere più semplice l’accesso alle cure, si è impegnato in un’azione di stabilizzazione della diffusione dell’’Aids. Le successive crisi politiche vissute dall’Isola Rossa hanno infatti portato le autorità a trascurare i problemi sanitari e, nello specifico, quelli legati al virus. Ciò ha fatto sì che l’epidemia riprendesse e colpisse soprattutto le popolazioni più povere ed emarginate. Il centro ha così deciso di sostenere la struttura sanitaria di Andranovelona. Creata anni fa in un’area in cui sono presenti i gesuiti, non solo si occupa delle cure mediche ai malati, ma è il punto di riferimento del progetto «azione cristiana per la lotta all’Aids» per le 26 parrocchie della zona. In questa struttura, in collaborazione con l’associazione dei medici cattolici, verranno effettuati screening non solo per i malati di Hiv, ma anche per coloro che soffrono di patologie veneree. E, in particolare sulle persone più vulnerabili: donne incinte, tubercolotici, giovani, poveri, ecc.

Giornata mondiale salute, il Magis c’è

Africa

07 Apr 2018

Si celebra oggi, 7 aprile, la Giornata mondiale della salute 2018 dedicata quest’anno al tema della copertura sanitaria universale. Secondo l’Oms la copertura sanitaria universale è una priorità assoluta perché almeno la metà della popolazione mondiale non fruisce di una copertura per le prestazioni sanitarie essenziali, circa 100 milioni di persone precipitano in una condizione di «povertà estrema» per pagare per l’assistenza sanitaria e il 12% della popolazione nel mondo impiega almeno il 10% della sua disponibilità economica per spese sanitarie.

In questo contesto, il Magis è impegnato in Africa con diversi progetti di carattere sanitario. In Ciad, la nostra fondazione ha lanciato un progetto che ha come obiettivo il miglioramento dell’offerta dei servizi sanitari negli ospedali che i gesuiti gestiscono a N’Djamena e Goundi (Ciad) attraverso l’acquisto di farmaci di qualità. Nei due ospedali infatti si cerca di fornire ai pazienti farmaci sicuri, controllati e prodotti in condizioni regolari, farmaci che non presentato rischi legati alla produzione e alla scadenza.

Il Magis è molto attivo anche nella lotta all’Aids. In collaborazione con Ajan, la rete dei gesuiti che combatte l’Hiv, ha dato vita a due progetti: in Togo e nella Repubblica centrafricana.

Nel Centre Espérance Loyola di Lomé (Togo) vengono condotte attività di prevenzione e assistenza medica, per aiutare le persone affette dal virus e rinforzare le loro capacità di contrastare il virus. Il progetto si rivolge in particolare a ragazze, orfani e bambini. Il centro garantisce loro il sostegno psicosociale e spirituale, la somministrazione di farmaci, l’assistenza fisica e, soprattutto, la formazione alle attività commerciali e artigianali. I pazienti, una volta superata la fase acuta, vengono aiutati a rafforzare le loro capacità professionali nei settori del commercio e dell’artigianato. Attraverso la creazione di un apposito fondo, il Ccl eroga microcrediti che garantiscono la possibilità ai malati di aprire proprie attività. In questo modo i pazienti recuperano appieno la loro autonomia e la loro dignità.

Nella Repubblica centrafricana, Paese sconvolto da una persistente instabilità politica e militare, i giovani non conoscono i metodi di prevenzione e non sono consapevoli del valore della sessualità. Per questo motivo, il centro educativo dei gesuiti dal 2015, in stretta collaborazione con il Magis, ha lanciato un progetto di formazione, sensibilizzazione e accompagnamento coinvolgendo un gruppo di 150 giovani volontari che si sono impegnati non solo nelle sessioni di sensibilizzazione presso scuole e università, ma anche mettendosi a disposizione di altri giovani coetanei affetti dal virus prestando assistenza psico-sociale e spirituale.

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