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La radio che porta il Vangelo (e non solo) nel Sahel

Burkina Faso

06 Mar 2018

In Burkina Faso, i valori evangelici e quelli civici viaggiano in modulazione di frequenza. In un Paese in cui la cultura orale è ancora molto forte e, allo stesso tempo, la maggior parte della gente è analfabeta, la radio è lo strumento migliore per comunicare con la popolazione, soprattutto quella che vive e opera in campagna. Ancora di più oggi, in cui il Sahel vive un momento di forte instabilità legato alla minaccia jihadista e alle dinamiche politiche interne. Per questo motivo la diocesi Ouahigouya, al Nord del Burkina Faso, ha deciso di rilanciare la radio «Notre Dame du Sahel» potenziandola e aumentandone il raggio d’azione. Uno sforzo che ha deciso di compiere insieme alla Provincia gesuitica dell’Africa occidentale e del Magis.

«Notre Dame du Sahel» è stata fondata il 1° novembre 1997 e quest’anno compie 21 anni. La diocesi aveva deciso di creare uno strumento di comunicazione per meglio annunciare il Vangelo e aiutare i fedeli a crescere sul piano spirituale e morale. Nel tempo la radio si è rivelato uno strumento molto potente di informazione e di formazione anche in ambiti diversi da quello puramente evangelico. Attraverso i microfoni era (ed è) possibile trasmettere messaggi in tema di salute, pace, dialogo interreligioso, diritti dell’uomo, ambiente, ecc.

«Il messaggio che trasmettiamo attraverso la radio – spiega abbé Victor Ouedrago, responsabile del Centro di comunicazione diocesano – è un messaggio ispirato dal Vangelo per annunciare il Vangelo della gioia, aiutare le persone a prosperare spiritualmente, moralmente, fisicamente e intellettualmente. Ma noi lavoriamo molto per favorire il dialogo interreligioso perché viviamo con musulmani che sono circa l’80% della popolazione mentre i cattolici sono solo l’8%. Lavoriamo anche per il risveglio delle coscienze dei cittadini, la cultura della democrazia, la promozione e il rispetto dei diritti umani, in particolare per le donne e i bambini, spesso vittime di numerosi abusi».

Nel tempo la radio si è strutturata. Oggi ci lavorano 15 persone (9 a tempo pieno, le altre a tempo parziale). Sono musulmani, cristiani (cattolici e protestanti), animisti. «La radio per il momento non copre l’intera diocesi, ma solo la metà (6 parrocchie su 12). Con l’aiuto dei gesuiti e del Magis, speriamo di coprire l’intero territorio e permettere a tutti i cristiani di godere dei benefici della radio. Vogliamo potenziare gli impianti per raggiungere le zone di confine e anche la vicina regione del Mali (scossa anch’essa da fermenti jihadisti). In prospettiva, oltre alla radio, vogliamo utilizzare altri canali di comunicazione come audiovisivi, stampa, internet, social network, per annunciare il Vangelo e raggiungere il maggior numero di persone. La nostra strategia è quella di passare attraverso una comunicazione integrata che utilizza tutti i possibili canali di comunicazione per l’evangelizzazione e le campagne di sensibilizzazione. La nostra ambizione è di arrivare ad un vero centro multimediale capace di accogliere le persone per varie formazioni».

Vuoi contribuire anche tu? Per scoprire come puoi farlo, clicca qui (e non scordarti di mettere la causale «Radio in Burkina Faso»).

 

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