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kurdistan padre Petzold

Curdi sotto attacco, nuova ondata di profughi?

Kurdistan

22 Gen 2018

I curdi sono di nuovo sotto attacco. Dopo la guerra combattuta contro gli estremisti dell’Isis, ora dovranno affrontare l’offensiva turca contro le loro enclave in Siria. L’annuncio è giunto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha parlato dell’inizio de facto dell’operazione – denominata «Ramoscello d’ulivo» – contro i miliziani curdi, accusati da Ankara di legame con i separatisti del Pkk.

Gli scontri, che si preannunciano molto duri, causeranno un numero elevato di vittime e di rifugiati che cercheranno salvezza nelle regioni vicine. Probabilmente il Kurdistan iracheno si troverà in prima linea nell’accogliere chi fugge dai combattimenti. Già negli anni scorsi, la regione settentrionale dell’Iraq ha ospitato migliaia di persone che cercavano rifugio. In questo contesto, ha svolto un grande ruolo Deir Maryam al-Adhra, il monastero della Comunità di Deir Mar Musa guidato da padre Jens Petzold.

Dall’agosto 2015, la piccola struttura ha accolto 240 profughi di cui 80 bambini, fuggiti dalla città di Qaraqosh occupata dall’Isis. A partire da settembre, le famiglie di Qaraqosh hanno iniziato a tornare nella loro città finalmente liberata e altre famiglie provenienti da Mosul (circa 20) sono ora ospitate al monastero. In questi anni, il monastero ha fatto fronte a tutte le esigenze delle famiglie (vitto, alloggio, igiene, attività didattiche, riscaldamento, acqua e trasporti). Per loro sono stati anche organizzati, in collaborazione con l’associazione italiana «Un Ponte per…» e l’associazione Francesco Realmonte, corsi di curdo, di inglese e professionali.

E, mentre nelle prossime settimane, il monastero potrebbe trovarsi a dover affrontare una nuova emergenza, finora non è stato possibile coprire interamente le spese sostenute per l’emergenza. Il Magis ha aderito all’appello, lanciato a dicembre da padre Jens, per raccogliere fondi per aiutare il monastero a far fronte ai costi straordinari sostenuti per l’accoglienza dei profughi e far sì che il monastero resti un centro vivo di attività e di incontri, un luogo di riferimento per il dialogo interreligioso nella regione.

Vuoi sostenere anche tu lo sforzo di accoglienza del monastero di Deir Maryam al-Adhra? Clicca qui

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