MAGIS
rete delle missioni sostenute dalla Compagnia di Gesù
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Magis, un 2017 di lavoro contro povertà, violenza e corruzione

Italia

28 Dic 2017

«Il Magis promuove la missione dei gesuiti nel mondo per la riconciliazione con Dio, dentro l’umanità e con la creazione, aiutando le comunità locali a diventare attori di cambiamento sociale per uno sviluppo integrale e sostenibile». Questa è la mission della nostra fondazione. E su queste linee si è mossa nel corso di un 2017 che si è rivelato particolarmente impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni.

Nell’anno appena terminato è continuata l’attenzione all’ambiente – alla enciclica «Laudato Si’» -, nella consapevolezza che non esiste un pieno sviluppo umano senza il rispetto del Creato nel quale l’uomo vive e opera. Il Magis, oltre alla tradizione collaborazione con i gesuiti missionari italiani, si è trovato a lavorare insieme ai gesuiti keniani e ciadiani, filippini e indiani, per far fronte agli effetti della carestia, degli uragani, dei terremoti che colpiscono periodicamente diversi Paesi.

La nostra fondazione, però, da sempre opera più che sul piano emergenziale su quello progettuale a medio e lungo termine. Per questo, negli anni, ha varato una serie di iniziative che mirano a contrastare alla radice le cause che determinano fenomeni come la desertificazione, le carenze alimentari e idriche. In questo contesto ha sostenuto i progetti per la creazione di vivai in Ciad e Madagascar per salvaguardare la biodiversità e, con essa, la ricchezza vegetale dei Paesi. Si è dato vita, sempre in Ciad, a orti e pozzi comunitari che garantissero l’autosufficienza alimentare delle popolazioni locali, ma anche la capacità di autoorganizzarsi per le donne. In Kenya si stanno realizzando serre e cucine solari per evitare le migrazioni interne e gli scontri fra tribù di allevatori alla ricerca di terre più fertili. In India si sostiene la Lok Manch per il diritto al cibo dei popoli tribali.

L’ambiente ha visto l’impegno del Magis anche in Italia con l’impegno formativo presso l’istituto Massimo per aiutare i giovani a trasformare il loro stile di vita nel rispetto dell’ambiente, ma anche attraverso il servizio civile e il volontariato internazionale con i campi di conoscenza estivi che avvicino le persone alle realtà del Paesi in via di sviluppo.

Secondo il Magis, la lotta alla povertà è però un processo complesso che va organizzato in modo strutturato aiutando i singoli a sviluppare e a rafforzare le capacità di autonomia e autosviluppo che li aiutano a trovare sbocchi professionali. In questo senso, l’educazione e la formazione integrali hanno un ruolo importantissimo. È così che sono nati corsi di formazione socio-politica in Burkina Faso, Togo, Albania, Repubblica Centrafricana e il sostegno ai centri culturali dei padri gesuiti in molti Paesi. Percorsi sostenuti anche attraverso lo strumento del sostegno a distanza come i progetti di accompagnamento dei giovani nella Repubblica centrafricana devastata dalla guerra civile, le borse di studio in Brasile, il sostegno all’asilo di Vaqarr (Albania) e ai bambini in Camerun, l’aiuto alla formazione dei giovani tribali in India.

Un impegno che investe anche il settore sanitario. Anche nel 2017, il Magis ha sostenuto ospedali, dispensari e centri di lotta all’Hiv-Aids dove si portano avanti programmi di prevenzione e assistenza. Come in Ciad, dove si sostengono gli ospedali di N’Djamena e Goundi o in Madagascar dove sono stati finanziati cure, screening e formazione contro l’Aids. La Fondazione sostiene anche progetti socio-sanitari che offrono assistenza alle famiglie, accompagnamento psicosociale e sostegno economico attraverso piccole attività artigianali e commerciali. È il caso del Togo, dove il Magis sostiene lo sforzo del Centro culturale Loyola per combattere l’Aids, promuovendo screening per i giovani e aiutando le donne malate a organizzare piccole attività di microimprenditoria.

Tutte le attività e i progetti realizzati nel 2017 sono stati possibili grazie all’impegno dei nostri volontari (sia a Roma sia a Gallarate), dei nostri amici (tra i quali il Collettivo degli artisti) e al contributo di decine di donatori che hanno creduto e credono nella serietà dei nostri progetti e della nostra vision che ci porta a lavorare per «un mondo-casa comune dove si apprende a celebrare la vita oltre la povertà, la violenza e la corruzione».

Il bilancio di solidarietà

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