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L’Isis è sconfitto, ma è ancora emergenza. Padre Jens: «Aiutateci»

Kurdistan

19 Dic 2017

L’Isis è stato (quasi) sconfitto, ma in Kurdistan l’emergenza non è finita. Nella regione settentrionale dell’Iraq sono ancora centinaia i profughi fuggiti per mettersi in salvo dalle violenze dei miliziani jihadisti. Sono musulmani, ma anche e soprattutto cristiani.

In questo contesto, la comunità monastica di Sulaymania, una «costola» del monastero siriano di Mar Mousa, si è trovata in prima linea nell’accoglienza. «In questi ultimi tre anni – spiega Padre Jens Petzold, superiore della comunità – il nostro piccolo monastero ha ospitato 240 persone tra cui circa 80 bambini, alcuni nati qui. La maggior parte di essi è cristiana e proviene dalla piana di Ninive. Le emergenze sono state tali che non abbiamo potuto fare a meno di spendere al di sopra delle nostre possibilità: non potevamo lasciarli soli!».

Padre Jens, insieme a fratel Jacques, suor Friederike e con l’aiuto di alcuni volontari, ha fatto fronte alle esigenze più urgenti: alloggio (nel monastero, ma anche in chiesa e in seguito in «villaggi caravan»), cibo, igiene, attività didattiche e intrattenimento per i bambini, scuola di curdo e inglese anche per gli adulti. Suor Friederike ha seguito il progetto di un gruppo di teatro, in collaborazione con un regista teatrale tedesco.

«Ultimamente – continua padre Jens – alcune famiglie di Qaraqosh hanno deciso, con coraggio, di tornare nella loro città anche se distrutta, liberata da poco dall’Isis, per provare a ricostruirsi una vita. Li abbiamo aiutati per le spese di viaggio e per iniziare delle piccole attività lavorative. Continuiamo a sostenere i malati e gli studenti che ci chiedono aiuto per proseguire i loro studi. Vorremmo poter offrire corsi professionali per elettricisti, idraulici, carpentieri per aiutare così i giovani a reinserirsi nel mondo del lavoro».

Per fare tutto questo il monastero ha dovuto sostenere diverse spese, non tutte completamente coperte. Servono fondi per il gasolio necessario per i gruppi elettrogeni; per il pulmino con il quale vengono portati i bambini a scuola; per le famiglie più bisognose; per l’acquisto di medicinali; per i viaggi di ritorno a Qaraqosh; per la manutenzione del monastero danneggiato per l’accoglienza di così tante persone. «Abbiamo bisogno del tuo aiuto – conclude padre Jens – per far sì che il monastero di Deir Maryam al Adhraa a Sulaymanieh in Iraq continui a essere un centro vivo di attività e di incontri, una piccola oasi di pace nella città vecchia».

Vuoi sostenere anche tu il monastero di Sulaymanieh, clicca qui (e non scordare la causale «Mar Musa-padre Jens»)

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