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desertificazione

Un orto botanico per lottare contro la desertificazione

Ciad

06 Nov 2017

Il Sahel è al centro di un processo di desertificazione e deforestazione che sta accelerando mettendo in crisi le popolazioni locali. A denunciarlo è José Graziano da Silva, direttore generale della Fao. Secondo l’alto funzionario, a partire dal 2008, disastri legati al clima e alle condizioni meteorologiche hanno causato a livello globale uno sfollato al secondo – una media di 26 milioni all’anno. Il fenomeno è destinato a peggiorare nell’immediato futuro, con le zone rurali che fanno fatica a confrontarsi con un meteo sempre più caldo e con precipitazioni sempre più erratiche. Anche se queste sono meno visibili rispetto a fenomeni climatici estremi come gli uragani, gli eventi meteorologici lenti legati ai cambiamenti climatici hanno un impatto maggiore nel lungo periodo.

Da Silva ha citato il prosciugarsi del Lago Ciad negli ultimi 30 anni, che ha reso la zona un hot-spot di crisi alimentari. Molti migranti proverranno dalle zone rurali, con un potenziale impatto profondo sulla produzione agricola e i prezzi alimentari. Si prevede che saranno le aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, dove spesso le famiglie povere hanno una capacità limitata di fare fronte e di gestire i rischi, a sopportare il peso maggiore dell’aumento delle temperature medie. Vulnerabilità che sono andate peggiorando a causa di anni di mancati investimenti nelle zone rurali.

«La soluzione a queste grandi sfide sta nel rafforzare le attività economiche nelle quali la maggior parte delle popolazioni rurali sono già coinvolte», ha affermato Graziano da Silva. In particolare, l’agricoltura e l’allevamento che sostengono oltre l’80 per cento dei danni e delle perdite causate dalla siccità.

In questo contesto, il Magis è impegnato a fronteggiare l’emergenza dettata dalla desertificazione in Ciad. Negli ultimi anni ha lanciato diversi progetti. Tra essi quello degli orti e dei pozzi e il vivaio creato su un terreno a Moundjino. Nel 2016 è poi iniziata la realizzazione di un orto botanico a Oyo. L’obiettivo è la salvaguardia e la tutela dell’ambiente nella regione del Guera preservando e diffondendo di alberi tipici del territorio, in particolare gli alberi a foglie commestibili. Finora grazie al progetto sono state piantati 100 alberelli di specie con foglie commestibili. Verrà studiata la loro crescita e approfondite le loro qualità nutritive prima di ripiantarli in altri contesti e favorire così il rimboschimento della regione del Guera.

Un piccolo-grande contributo contro la desertificazione. Vuoi contribuire anche tu? Clicca qui.

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