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Repubblica centrafricana. Promuovere l’educazione a Bambari e Bangui

La Repubblica centrafricana è una delle nazioni più povere al mondo. Nella classifica dei Paesi stilata in base all’Indice di sviluppo umano 2014 (che tiene conto di parametri quali aspettativa di vita, istruzione e Reddito nazionale lordo pro-capite), il Paese occupa il 185° posto su 187 Stati. L’economia è ancora legata a un’agricoltura di sussistenza. Il Pil pro capite è di 300 euro l’anno e la maggior parte della popolazione vive con meno di un euro al giorno. Le risorse naturali non sono sfruttate in modo razionale e le rendite vanno in gran parte ad arricchire una ristretta élite. Le statistiche sociali sono altrettanto negative. Il tasso di natalità supera l’1,5% annuo, ma elevato è il tasso di mortalità e la speranza di vita alla nascita permane molto bassa (intorno ai 44 anni). Nelle classi di età adulte l’analfabetismo si aggira intorno al 49% della popolazione complessiva. Le Nazioni Unite stimano che circa l’11% della popolazione di età compresa fra i 15 e i 49 anni è sieropositivo. Ma solo il 3% del Paese dispone della terapia antiretrovirale disponibile, a fronte di una copertura del 17% nei Paesi confinanti del Ciad e della Repubblica del Congo.

In questo contesto, già precario, nel 2012 si è accesa una guerra civile che ha portato alla caduta del Presidente François Bozizé e poi allo scontro tra le milizie Seleka di ispirazione islamica e quelle anti-Balaka, di matrice cristiana. Nell’arco di tre anni, l’instabilità è aumentata e la miseria si è diffusa rapidamente. La visita di Papa Francesco nel novembre 2015 sembra essere riuscita ad avviare un processo di pacificazione. Nel marzo scorso Faustin-Archange Touadéra è stato eletto Presidente. A lui spetterà il compito di avviare una riconciliazione nazionale e di rilanciare l’economia.

Sul terreno però la situazione sociale rimane drammatica. In questo contesto il Magis ha avviato, a fianco di quelli in corso, tre progetti.
Il primo a Bangui, in collaborazione con il Jesuit Refugee Service, ha come obiettivi:
1) il sostegno a 240 bambini (120 maschi e 120 femmine della comunità cristiana e musulmana) nell’attività prescolare, rilanciando l’alfabetizzazione e la coesione sociale nella località di san Salvatore e Don Bosco. Questo progetto prevede la distribuzione di materiale pedagogico, il sostegno e l’accompagnamento pedagogico attraverso l’utilizzazione dei metodi pedagogici moderni;
2) l’alfabetizzazione, nozioni basi di calcolo e la formazione alla coabitazione pacifica e alle «basic life skills». Beneficiari: 100 donne e 60 uomini;
3) contribuire all’autonomia finanziaria di 20 donne nella località Grand Seminaire/Fatima attraverso la formazione su temi come la risoluzione pacifica dei conflitti. Beneficiarie 20 donne.

Il secondo progetto riguarda invece il centro di Bambari. Qui gli obiettivi sono sempre legati al settore educativo e, in particolare, si intende:
1) assicurare l’accesso all’educazione nella prima infanzia per i bambini rifugiati tramite la ristrutturazione di aule scolastiche e l’accompagnamento pedagogico alla scuola Michelle Maitre e Sangaris.
2) offrire un insegnamento di qualità alla scuola primaria Michel Maitre e per la distribuzione di materiale scolastico, sostegno e formazione di insegnanti, accompagnamento psicosociale di bamabini.
3) Contribuire al reinserimento duraturo di rifugiati tramite la reabilitazione della scuola secondaria Michel Maitre, distruzione di materiale scolastico (manuali), la supervisione e gestione della scuola.
4) Contribuire alla preparazione professionale dei giovani disoccupati della città di Bambari attraverso corsi di formazione professionale in falegnameria e sartoria.
5) Accompagnare al dialogo interreligioso tramite seminari sulla coabitazione pacifica e gestione dei conflitti, supporto del centro pastorale.

Il terzo progetto, portato avanti a Bangui insieme a Caritas, Comitato di Vita Cristiana di Bangui e Associazione Itakwe (Fratello di tutti – in onore di Flavio Quell’Oller), sta cercando di offrire risposta all’abbandono scolastico, offrendo standard qualitativi migliori di istruzione ai ragazzi appartenenti a una fascia di età compresa tra i 4 e i 17 anni.

Nello specifico le attività realizzate ad oggi sono state le seguenti:
– Il progetto è iniziato con la raccolta di informazioni sui ragazzi che dovrebbero beneficiare del Sostegno a Distanza (cognome e nome, età, livello di studio, situazione finanziaria, ecc.) seguite da visite domiciliari per comprendere meglio le realtà di provenienza e verificare il reale stato di indigenza delle famiglie.
– Per ogni bambino, il tutor di riferimento, si è occupato del rilascio dei documenti necessari all’iscrizione scolastica e alle cure mediche, provvedendo a sostenere le relative spese. Le convenzioni sanitarie sono state stipulate contattando direttamente i distretti di competenza.
– La scelta della scuola è stata fatta insieme alla famiglia tenendo conto delle capacità reali del ragazzo e della possibilità concreta di raggiungere l’istituto. Le iscrizioni sono partite nel mese di settembre 2014. Per ogni ragazzo è stata acquistata la divisa e il materiale didattico.

Nei mesi seguenti sono seguite le visite domiciliari per monitorare lo stato di bisogno e di salute dei ragazzi e i controlli nelle scuole per verificare la regolarità della frequenza scolastica.

Anche tu puoi sostenere questi progetti. Vieni a scoprire come, clicca qui.

 

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