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I gesuiti si mobilitano contro la siccità

Kenya

10 Mar 2017

Manca l’acqua. I raccolti sono bruciati dal sole. Il bestiame soffre e molti capi sono già morti. La popolazione è allo stremo. La situazione nella comunità di Salawa (nel Kenya centrale) è al limite. È qui che i gesuiti keniani, supportati dal Magis, concentreranno i loro aiuti.

Salawa è in una zona semi arida, una delle zone più colpite dalla siccità nel Paese. I fiumi stagionali si sono prosciugati. Il caldo atroce ha asciugato anche le fonti. Per recuperare un po’ di acqua per sé e per gli animali, donne e bambini percorrono chilometri per raggiungere le poche sorgenti attive.

Oppure scavano pozzi improvvisati nel letto di un fiume. Inizialmente erano poco profondi. Ora, per trovare un po’ di acqua bisogna scavare molto, a volte anche 10 metri. E per portarla in superficie vengono organizzate lunghe catene di uomini e donne che dal basso portano i secchi verso l’alto. Ma le pareti dei pozzi sono instabili e, a volte, cedono. Molte persone sono morte sepolte vive, altre si sono ferite in modo serio. Anche il pozzo della parrocchia, una volte fonte idrica per i religiosi e una parte della comunità, si è asciugato.

Per recuperare foglie e frutti per gli animali, i ragazzi si arrampicano sugli alberi, ma spesso cadono procurandosi dolorose fratture. Manca anche il cibo per le persone. Alcuni hanno iniziato a mangiare frutti del bosco senza conoscerli. E così hanno consumato bacche velenose e sono stati ricoverati per intossicazione.

Non bastassero le difficoltà legate alla siccità, la scarsità di pascoli e fonti idriche ha riacceso anche lo scontro tra la comunità Pokots e quella Turgen che si trovano nella stessa contea. Il governo ha cercato di dare sollievo alla popolazione portando derrate alimentari, ma solo il 10% della popolazione hanno ricevuto le razioni.

La comunità cattolica di Salawa, che fa parte della diocesi di Nakuru, è guidata da padre Geofrey Thuo. Con lui lavora un gruppo di suore francescane che ha attivato progetti educativi, sanitari e pastorali. I religiosi condividono con la gente il dramma della mancanza di cibo e di acqua.

In questo contesto, i gesuiti si sono attivati per acquistare derrate alimentari che, nelle prossime settimane, porteranno a Salawa. Il Magis ha deciso di sostenere i loro sforzi. Ma c’è bisogno del tuo aiuto. Vieni a scoprire come puoi dare un contributo, clicca qui.

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