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minerali insanguinati

Minerali insanguinati, ora l’Europa ha una legge che li bandisce

Europa

04 Apr 2017

È stata approvata la legge che impedisce l’importazione nell’Unione europea di quattro minerali (tungsteno, stagno, tantalio e oro) provenienti da zone di guerra. Dopo il sì del Parlamento di Strasburgo, anche il Consiglio europeo ha infatti dato il via libera all’inizio della settimana. Il testo entrerà in vigore solo a partire dal 2021. In questi quattro anni, gli importatori europei potranno adeguare la loro struttura commerciale alla direttive della nuova normativa.

In base alla nuova legge, a favore della quale si è battuta la società civile europea (con il contributo dei gesuiti e, in particolare, del Magis), gli importatori dovranno garantire che non c’è alcun legame tra la loro catena di approvvigionamento e i gruppi ribelli che operano nelle regioni in cui vengono estratti i minerali.  L’Ue non ha individuato quali siano le «zone di conflitto». Anche se la Repubblica Democratica del Congo è stato spesso spesso menzionata nel corso del dibattito durato circa tre anni.

Il nuovo regolamento dovrebbe coprire almeno il 95% di tutti i metalli e di minerali importati in Europa. Tantalio, tungsteno, stagno e oro sono minerali importantissimi per l’industria elettronica. Senza di essi non ci sarebbero infatti telefoni cellulari, né computer, né tablet. Senza l’oro proveniente dai Paesi del Sud del Mondo anche la prestigiosa industria orafa (soprattutto quella italiana) avrebbe seri problemi.

Le organizzazioni della società civile sono parzialmente soddisfatte. Se è vero che la normativa pone alcuni limiti all’importazione delle materie prime, è anche vero che la legge non si applica ai prodotti finiti, per esempio quelli importati dall’Asia (le cui industrie continueranno a rifornirsi nei Paesi in guerra). Le Ong lamentano anche il fatto che Bruxelles ha escluso dalla norma il cobalto, minerale anch’esso controverso.

La legge rappresenta però un importante passo avanti nella direzione di un maggior rispetto dei diritti umani delle popolazioni del Sud del mondo. La sua approvazione avviene inoltre in un momento in cui una norma simile, lo statunitense Dodd Franck Act adottato sotto la Presidenza di Barack Obama, potrebbe essere abrogato dall’attuale Presidente Donald Trump.

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