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A Scutari un murale che è più di un murale

Albania

17 Apr 2017

È più di un murale. È il punto di arrivo di un processo educativo. È l’espressione di una crescita personale all’insegna dei valori dell’incontro e dell’accoglienza. Quello realizzato nel giardino del Collegio dei gesuiti di Scutari (Albania) è sì un disegno su un muro, ma ha rappresentato per gli studenti un nuovo modo di imparare seguendo un metodo che li ha coinvolti profondamente a livello personale. E al quale ha partecipato anche il Magis.

Tutto è iniziato qualche mese fa. La direzione della scuola voleva valorizzare una parte del cortile, risistemando il giardino e abbellendo il muro di cinta. Preside e professori però volevano trasformare quel momento in un’occasione di formazione. Cristina Orfanò del Magis si è così recata a Scutari e ha incontrato i ragazzi. «Gli studenti – ricorda Cristina – sono stati divisi in piccoli gruppi. Con loro ho parlato del concetto di incontro e, di quello ad esso collegato, di accoglienza. Hanno anche prodotto alcuni schizzi». Il lavoro è poi proseguito con un incontro generale di tutti i gruppi. «In questa sede – continua -, i ragazzi hanno condiviso le emozioni e gli stati d’animo suscitati dal confronto in piccoli gruppi. Successivamente gli studenti si sono divisi nuovamente in tre gruppi e, raccogliendo le sensazioni, hanno realizzato tre bozzetti per il muro».

I bozzetti sono infine stati votati dagli studenti e dai professori. E ha vinto un progetto che guarda ai talenti dei ragazzi come mattoni essenziali per costruire un mondo futuro all’insegna dell’incontro con la diversità e dell’accoglienza. «Il disegno che i ragazzi hanno realizzato sul muro (lungo 35 metri) non è la somma delle idee che ogni ragazzo aveva progettato e desiderato che fosse concretizzato – spiega suor Valentina che ha seguito il progetto insieme a Cristina -, anzi, il disegno esprime il valore della gioia, (rappresentato con le notte della musica) dell’accoglienza, dell’amicizia della pace e dell’incontro (rappresentato dall’unione delle mani al centro) dove non solo i ragazzi che hanno disegnato ma ogni ragazzo e ogni uomo porta dentro. Infatti il murale porta il nome: “La Rapsodia della Vita”. Questo è il suo significato sul muro del cortile (chiamato “Missione Volante”) che si trova dietro la scuola».

Il murale è stato terminato il 12 aprile è nello stesso giorno è stato inaugurato insieme al cortile rinnovato. Erano presenti il consiglio d’Amministrazione della scuola, il vescovo della diocesi di Scutari-Pult e rappresentante delle scuole cattoliche mons. Angelo Massafra, i rappresentanti della comunità educativa dei salesiani e del seminario «Madre Buon Consiglio» insieme ai professori della scuola, i ragazzi che hanno lavorato al progetto e i loro genitori.

«Qual è il valore di questa iniziativa? – conclude Cristina -. Certamente l’aver discusso di incontro. Ma anche l’aver trasmesso ai giovani un metodo di lavoro in comune nel quale ognuno offre il suo contributo. In un periodo in cui tutti invocano la costruzione di muri per escludere qualcun altro, a Scutari un muro è diventato un motivo di partecipazione e di incontro».

Il murale è diventato quindi qualcosa di più di un semplice disegno.

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