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sri lanka tea

Le vedove si bevono la povertà, in una tazza di tè

Sri Lanka

11 Mag 2017

Una fogliolina di può fare la differenza tra una vita di miseria e una vita dignitosa. Può rappresentare la rinascita dopo un lutto che ha segnato la vita di una famiglia. Può diventare una risorsa grazie alla quale far studiare i propri figli e garantire loro un futuro. Ed è per questo che 187 delle 343 vedove del distretto di Galle (Sri Lanka), aiutate dal Jesuit Social Centre con il supporto del Magis, hanno deciso di investire energie e denaro nella coltivazione della preziosa piantina.

In Sri Lanka, dopo la morte del marito, le madri-vedove vivono in condizioni precarie. Emarginate, con difficoltà a trovare un’occupazione, riescono a stento a provvedere ai bisogni essenziali della famiglia. Per questo motivo, da quattro anni, i gesuiti dello Sri Lanka hanno lanciato un progetto per aiutare le vedove. L’iniziativa prevede incontri di formazione (su temi che vanno dalla ripresa spirituale alle tecniche di microimprenditoria, dall’elaborazione del lutto alla leadership di gruppo), ma anche l’erogazione di un sussidio per permettere alla vedova di dar vita ad attività generatrici di reddito. Ed è in questo contesto che 187 done hanno deciso di investire nella coltura del tè. «La coltura del tè – spiegano i gesuiti locali – consente le migliori entrate ed è molto duratura, dal momento che una piantina, se ben curata, è redditizia per 20-30 anni. Il clima e la terra sono eccellenti per questa coltivazione. Normalmente c’è una buona richiesta di tè sul mercato. Il prezzo delle foglioline poi raramente scende e quindi si tratta di un investimento senza rischi».

Così, molte donne hanno ripreso la coltivazione dei campi abbandonata dopo la morte del marito. Le piantine di tè però devono essere accudite con pazienza e costanza. L’erba intorno ai fusti va tolta appena cresce perché altrimenti soffoca i cespugli di tè. Normalmente questo compito viene eseguito dagli uomini. Le vedove quindi si fanno aiutare da braccianti pagati a giornata. Il costo non è elevato, ma le donne non sempre riescono a pagare i contadini. Il sussidio offerto loro dai gesuiti ha però permesso di avviare un ciclo virtuoso. Le vedove sono riuscite a pagare i lavoratori. Le piante sono cresciute e hanno dato ottime foglioline. Con i guadagni della vendita le donne sono riuscite a mantenere le rispettive famiglie e a pagare i lavoratori per una nuova raccolta.

Il progetto è ancora in corso e il Magis continua a supportarlo (anche grazie all’aiuto della Conferenza episcopale italiana). Servono però altri fondi. Puoi fare molto anche tu. Aiutaci ora!

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